Verso il PNRE: tecnologia e automazione al centro
Scopriamo come i sistemi di building automation giocheranno un ruolo chiave nella riqualificazione energetica
Come abbiamo già visto nelle ultime settimane, il Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE) sarà lo strumento strategico con cui ogni Stato membro dell’UE, inclusa l’Italia, dovrà pianificare la ristrutturazione del proprio patrimonio edilizio per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come previsto dalla Direttiva Case Green (EPBD IV – 2024/1275/UE).
Uno degli aspetti che ha suscitato maggior interesse nelle ultime settimane è stato quello relativo ai sistemi di building automation, ossia tutti quei sistemi tecnici destinati a far diventare un edificio “intelligente”.
Con questo focus ci occuperemo quindi di analizzare le informazioni contenute nella direttiva relative proprio ai sistemi di building automation.
Nella “Direttiva Case Green” viene posta particolare importanza ai sistemi tecnici per l’edilizia, ritenuti fondamentali per un miglioramento delle prestazioni energetiche e vengono appunto stabiliti dei requisiti minimi che questi sistemi dovranno avere nei casi di nuova installazione, sostituzione o miglioramento degli stessi.
Viene definito che i nuovi edifici dovranno essere dotati di dispositivi autoregolanti, in grado di controllare la temperatura in ogni locale dell’unità immobiliare o, quando previsto, in determinate zone riscaldate o raffreddate dell’edificio.
Oltre a ciò potrebbero essere richiesti anche dei dispositivi di bilanciamento idronico, ovvero sistemi destinati all’ottimizzazione dell’uso dell’acqua in funzione della sua disponibilità.
Per gli edifici già esistenti, l’installazione di tali dispositivi verrà richiesta al momento della sostituzione dei generatori di calore o di freddo.
Oltre a quanto già detto, ove possibile, gli edifici non residenziali dovranno essere dotati di dispositivi di automazione e controllo, al fine di:
- monitorare costantemente e di, eventualmente, adeguare l’uso dell’energia in funzione delle necessità;
- confrontare l’efficienza energetica degli edifici, permettendo di promuovere ai responsabili delle strutture possibili opportunità di miglioramento energetico;
- consentire la comunicazione con altri sistemi tecnici per l’edilizia connessi all’edificio.
Queste funzioni dovranno essere garantite con tempistiche differenziate in base alla potenza termica dell’edificio. Ad esempio, entro il 31 dicembre 2029 queste misure dovranno essere applicate obbligatoriamente agli edifici con una potenza termica utile superiore a 70 kW.
Per quanto riguarda il settore residenziale, l’obbligatorietà scatterà in caso di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante a prescindere dalla potenza degli impianti installati.
Particolare attenzione viene posta anche al monitoraggio della qualità dell’aria.
Gli edifici extraresidenziali di nuova costruzione dovranno essere dotati di dispositivi di misurazione e controllo per il monitoraggio e la regolazione della qualità dell’aria interna. Nel caso di edifici non residenziali già esistenti, questi dispositivi dovranno essere previsti nel caso di ristrutturazione importante dell’immobile.
Nella direttiva è contenuta la possibilità per ogni Stato membro di estendere l’obbligo di monitoraggio della qualità dell’aria anche agli edifici residenziali.
Ricordiamo che, ad oggi, il PNRE è in fase di elaborazione.
L’Italia, per la presentazione di una prima bozza, ha tempo fino al 31 dicembre 2025, mentre entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere pronta la versione finale del PNRE tenendo conto delle eventuali raccomandazioni indicate dalla Commissione Europea. Il PNRE rappresenta il punto di riferimento essenziale per comprendere l’evoluzione del mercato nei prossimi anni. Proprio per questo, Agenzia Plus sarà costantemente aggiornato, con l’obiettivo di offrire informazioni puntuali sui principali sviluppi del settore.